CHI SIAMO

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DEL PERCHÈ DI UN FUOCO NELLA NOTTE

Sapere è potere e il sapere, nelle mani degli esseri umani, non è mai neutrale. Diventa strumento d’oppressione o di liberazione, di progresso o di devastazione a seconda di chi lo detiene. Entrare a contatto con il sapere e la conoscenza è l’unica condizione auspicabile in questa deriva autodistruttiva della società odierna.
Prometeo, il titano che rubò il fuoco agli dei per offrirlo agli uomini, si rimette in gioco oggi con un compito altrettanto ardito: liberare il sapere da prigioni di preconcetti, di superficialità e dai meccanismi subdoli delle classi dominanti, sottrarre il sapere dove è tenuto sotto chiave, andare a prenderlo dalle casseforti del potere, pescarlo nel mare delle news/evento prive di significato, dissotterrarlo sotto il tecnicismo con cui si vuole ammantare la gestione del presente. Riappropriarsi di questo fuoco della conoscenza e riportarlo nelle strade del popolo: tra i lavoratori e gli sfruttati, i disoccupati, gli studenti e tutti quegli umani oggi dispersi senza una luce nella notte che ci circonda.
La voglia di conoscere e far conoscere per riaccendere quel fuoco su cui, per troppo tempo, è stata gettata acqua. Lo stesso fuoco che ci distinse dal mondo animale, oggi ci distingue da una classe che ci ha tenuti prigionieri per troppo tempo.
Perché conoscere vuol dire cogliere il proprio ruolo all’interno dell’ordine delle cose, leggere le trame che tessono l’esistente, capire il come e il perché dei fenomeni che ci circondano e che vengono raccontati come inevitabili e fini a se stessi, quasi fossero l’effetto della volontà di un potere divino.
Conoscere vuol dire comprendere, vuol dire prendere posizione.
Chi conosce, comprende, legge la realtà non può non odiare; non può non sentire un impulso di rivalsa, di dignità, di rabbia davanti a quello che succede nel nostro mondo. Il Pianeta è vicino al collasso a causa dell’avidità del mondo industriale, i popoli soggiogati alle ragioni assurde dell’economia di mercato, gli esseri umani sempre più trattati come merce: spremuti in Europa, calpestati in America, bombardati in Medio Oriente, affogati nel Mediterraneo.
È solo l’ultima delle facce che ha indossato l’Idra del capitalismo: il mostro che oggi dobbiamo apprestarci a sconfiggere una volta per tutte.
Ci si è concentrati per troppo tempo sul sintomo del problema senza mai interrogarsi sulle cause.
Ecco perché conosce veramente solo chi veramente odia: in questa battaglia ci servirà tutto l’odio di cui siamo capaci verso l’ordine delle cose e tutto l’amore che riusciamo a provare per la vita sulla nostra Terra.

Prometeo nasce dalle esperienze di diversi compagni e compagne come spazio di approfondimento, dibattito e riflessione. Ci siamo sperimentati nelle università, nelle scuole, nelle occupazioni e nei territori; siamo cresciuti nel solco dell’autorganizzazione e dell’antifascismo. Abbiamo saggiato i limiti e le possibilità dell’agire diretto per cambiare la propria vita e quella degli altri attraverso la lotta e la solidarietà. Oggi vogliamo impegnarci a mettere a frutto e condividere queste esperienze aprendo questo ambito di confronto e sperando sia fonte di ispirazione per chi voglia aggregarsi nella lotta, di stimolo per chi lotta già, di fastidio per chi ci vuole muti.

Prometeo

 

se vuoi trovarci, puoi farlo:

alla pagina contattaci, per inviarci una mail.

ogni martedì dalle 19.00 alle 22.00 all’VIII Zona a via Lussimpiccolo 19-17, con il Collettivo Promakos.

ogni lunedì alle 16.00 in aula studio Mohammed Bannour, facoltà di Scienze Politiche La Sapienza, con il Collettivo Autorganizzato Scienze Politiche.

 

 

 

Oscura è la notte in cui siamo immersi.

Buio pesto nella lunga notte del capitalismo.

Non riusciamo più a vedere.

Non riusciamo più a sognare.

Torniamo a camminare.

Chi rimane fermo, chi si arrende, è preda.

Chi rimane fermo, chi si arrende, muore assiderato.

Stritolato dal freddo inumano di questa notte.

Torniamo a camminare.

Accendiamo una fiaccola, due, tre, mille.

Torniamo a illuminare il cammino.

Torniamo a vedere.

Torniamo a sognare.

Manteniamoci vivi.

Camminiamo in direzione dell’alba.

Che prima o poi arriverà.

E con essa il nostro giorno.

La lotta è l’unico cammino.