CADONO LE STELLE, TUTTI GIU’ PER TERRA

0 Posted by - 21 giugno 2017 - EDITORIALI

Cadono le stelle è il caso di dire. Con la notevole inflessione del movimento pentastellato alle amministrative, torna in auge la vecchia rivalità elettorale tra PD e centro-destra che era stata messa da parte da nuove e rinsavite correnti. Il M5S che a seguito del fallimento e di un’instabilità che li vede protagonisti nell’ultimo periodo, torna alla carica lanciando dichiarazioni che lasciano intuire delle prevedibili alleanze.

Il crollo del Movimento sta avvenendo in modo lento ma visibile agli occhi dei più attenti, dalla cacciata di presunti cavalli da corsa a fallimentari gestioni di giunte comunali. L’Appendino dopo i fatti avvenuti a Piazza San Carlo a Torino durante la finale di Champions, si è giustificata esordendo che il Comune non c’entrava nulla e che il ‘mostro mediatico’ è stato creato come complotto per colpire la sua giunta. Certo di complotto non si può parlare dato che la gestione di eventi pubblici è competenza del Prefetto, non della giunta. Pizzarotti, dopo aver abbandonato il Movimento, corre da solo per vincere a Parma. Fino ad arrivare alla gestione della città di Roma con la sindaca Virginia Raggi: una città troppo complessa per essere gestita da soggetti incompetenti e facilmente manipolabili da lobby di costruttori e troppo “ingenui” per non sapere come funzionano certi meccanismi di potere.

In tutti questi mesi, purtroppo, abbiamo visto nei sondaggi un aumento della fiducia verso il Movimento che sentendosi appoggiato dai cittadini ha rilasciato, il più delle volte, dichiarazioni contrastanti con il programma politico con il quale si era presentato. Vedi le questioni rifiuti, trasporto pubblico, vaccini e via dicendo. La sconfitta delle amministrative è stato un duro colpo, amministrative che hanno visto la presenza di centinaia di liste civiche, finte o autentiche che siano, dietro le quali si sono nascosti i partiti come PD e centro-destra; l’unica a vincere da sola è stata la Lega che con il suo nome conquista una decina di comuni. In un piccolo comune in provincia di Mantova ecco che nella lista appare sulla scheda il simbolo del fascio littorio, la cui capolista e candidata sindaco è una ragazza di 20 anni che nel suo programma politico rimanda ai valori del fascismo. Il M5S scompare anche nei piccoli comuni dove poteva avere una minima probabilità di vittoria.

Come dopo ogni sconfitta c’è l’elaborazione del lutto, che però il Movimento non sta affrontando nel migliore dei modi, rilasciando dichiarazioni che fanno pensare a svolte a destra. L’ultima è stata la dichiarazione sull’emergenza migranti partita da un post, estratto dalla lettera che la Sindaca di Roma ha scritto con destinatario il Viminale, nella quale parla della città di “Roma come una pentola a pressione” e chiede al Prefetto di “limitare il flusso di migranti in città con misure ancora più restrittive”, dichiarazioni che vengono subito appoggiate dal presidente della Camera Di Maio che parla di “emergenza e incompetenza da parte del ministro Minniti” e incalza: “l’Ue deve tener conto che l’Italia non potrà farsi carico per sempre dell’emergenza del flusso migratorio perché la priorità l’hanno i cittadini Italiani”, e afferma la necessità di applicare quelle misure restrittive che la legge Minniti-Orlando prevede.

Insomma, un Movimento che prima era pro-accoglienza e predisposto alla creazione di soluzioni alternative per far sì che la gestione dei migranti non danneggiasse i migranti in primis e le città, ora quegli stessi migranti sono diventanti il problema da debellare e il pretesto per tornare alla carica in vista delle prossime elezioni. Questo tipo di dichiarazioni suonano familiari; della parola migranti chi ci si è riempito la bocca e ne ha fatto slogan da campagna elettorale è stato Salvini con l’aspetto della nuova Lega. Qualcosa non torna: un movimento che fino a una settimana fa faceva dell’accoglienza e del rispetto per i diritti umani la sua bandiera, ora si trova a cavalcare la stessa onda del leader del carroccio. La Raggi ha parlato di emergenza migranti a Roma, un po’ come l’emergenza rifiuti, incitando il Prefetto a trovare soluzioni al più presto perché la città non riesce a contenerli e a gestirli, e una delle soluzioni è rimandarli al mittente. Dichiarazioni che hanno avuto l’appoggio dei fascisti di Casapound: bizzarro, in quanto da quando la giunta Raggi si è insediata al Campidoglio le ha sempre mosso critiche. Altra dichiarazione che li accomuna è il rastrellamento, come direbbe Salvini, dei campi Rom, che incidono sul decoro urbano e occupano spazi che potrebbero essere utili a qualche costruttore per portare avanti la gentrificazione insensata che sta dilagando in città. Non ultima la discussione e approvazione al Senato dello Ius Soli, diritto di cittadinanza, che ha visto il M5S astenersi dal voto e uscire al momento della discussione e Casapound all’esterno che protestava arrivando a “tafferugli” con le forze dell’ordine. Lo Ius Soli prevede che i bambini nati in Italia da genitori stranieri potranno avere il diritto di cittadinanza al raggiungimento della maggiore età e solo se uno dei genitori possiede il permesso di soggiorno da almeno 5 anni. Una legge che fa storcere il naso a entrambe la fazioni.

Sorge spontanea una riflessione: dal momento che il M5S ha avuto la prova con le amministrative che senza un programma politico concreto e alleanze strategiche non va avanti, è probabile che cerchi in tutti i modi di affiancarsi a quello che al momento è più vicino alla loro linea di pensiero ovvero la Lega e che si allei cercando di sconfiggere il nemico comune (il centro-destra e PD)?

Con queste ultime elezioni emerge un dato concreto visibile, sono tornate dagli inferi le due grandi coalizioni di centro-sinistra e centro-destra e questo porterebbe all’esclusione dei pentastellati e della Lega che vedendosi sole a condividere le stesse linee politiche potrebbero allearsi. Di conseguenza, però, essendo il M5S un melting pot di pensieri e correnti potrebbe perdersi qualcuno per strada che non sarebbe d’accordo con tale svolta; in più tanti degli elettori che hanno votato il movimento sono persone di sinistra che si sono sentiti abbandonati dal proprio partito e che hanno visto una speranza nel “nuovo che avanza”. Un’alleanza che potrebbe intimorire PD e Centro destra i quali potrebbero, a loro volta, pensare ad un’alleanza tra loro contro il nemico comune.

Per ora quello che salta all’occhio dagli ultimi sondaggi è una ripresa della vecchia guardia partitica che rimanda alla mente i soliti slogan e le solite dichiarazioni da coniugi in crisi.

Tuttavia, bisogna scindere una brutta tornata elettorale dalla fine di un ciclo. Può darsi che il Movimento, poco radicato nei territori, poco legato alla società civile e alla borghesia, sia stato ritenuto poco adatto alla guida di realtà piccole. Ma potrebbe rifarsi della débacle alle prossime politiche. Gli elettori che ieri hanno rifiutato l’idea di un’amministrazione pentastellata potrebbero riporre fiducia, nuovamente, nella proposta politica della “rivolta anti-casta” facendone il depositario del voto di protesta.

Ad oggi, quel che possiamo ipotizzare, è che il M5S, per anni “terzo incomodo” nella pantomima bipolare che propone alternanza di partiti ed identità di programmi, inquilino chiassoso del Parlamento e spauracchio mediatico, sia ridotto sulla difensiva. Costretto ad urlare slogan tanto facili quanto xenofobi per recuperare terreno. Quel che possiamo dare per certo è il trionfo di una politica istituzionale asfittica, dove retori mediocri si atteggiano a grandi oratori, ed esecutori di ordini di Confindustria e Bruxelles si propongono come riformatori, mentre non fanno altro che riprodurre le più squallide pantomime clientelari.

Se il voto di delega è un canovaccio liso, questi pagliacci tristi ne sono gli stanchi interpreti. Possa per le strade nascere un nuovo protagonismo, la cui forma e contenuto siano il senso di responsabilità piena e collettiva. Facciamoci sotto, occhio agli spacciatori, occhio agli zuccherini.

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