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INTERNAZIONALISMO

PAESE BASCO: DAL PROCESSO DI PACE AL DISARMO

 

“Mostratevi per un istante

sconosciuti dai volti celati, e accogliete

il nostro grazie”.

Bertolt Brecht, Lode del lavoro illegale

Quella che segue è la terza parte di un lavoro di introduzione alla lotta del Movimento Basco di Liberazione Nazionale; precedentemente abbiamo già raccontato la nascita del nazionalismo basco e come si è caratterizzato il Movimento a partire dalla nascita di ETA.

Questo lavoro è un utile strumento per avere qualche base di riferimento per comprendere Euskal Herria. Nei prossimi mesi cercheremo di analizzare in profondità alcune questioni fondamentali e conosceremo più da vicino le varie organizzazioni che compongono la Sinistra Indipendentista.

Nel 2009 sono circa 700 i prigionieri politici baschi rinchiusi nelle carceri spagnole e francesi: subiscono la politica della dispersión, ovvero una pratica repressiva sistematica con cui le autorità statali dispongono la carcerazione a centinaia di chilometri dai Paesi Baschi. Sono numerose le vittime per incidente stradale tra parenti e amici dei prigionieri negli interminabili viaggi che devono sostenere per andare a visitare i propri cari. Varie decine – il numero preciso non è mai stato calcolato – sono gli esiliati in varie zone del mondo: vittime di un’altra pratica in voga principalmente negli anni ’80 quando lo Stato francese smise di riconoscere ai militanti di ETA lo status di rifugiati politici e iniziò a consegnarli alla polizia spagnola che li deportava soprattutto in Africa e Centro-Sud America. Tra le organizzazioni di massa solo il sindacato LAB1 non è stato illegalizzato: il partito Batasuna e l’organizzazione giovanile Segi, invece, sono illegali da anni. (altro…)

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INTERNAZIONALISMO

ETA E IL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE NAZIONALE BASCO

“Oh, noi
che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza,
noi non si potè essere gentili.
Ma voi, quando sarà venuta l’ora
che all’uomo un aiuto sia l’uomo,
pensate a noi
con indulgenza”.

Bertolt Brecht, A coloro che verranno, 1938

 

Dalla nascita di ETA all’uccisione di Carrero Blanco

Nel corso degli anni Cinquanta, un gruppo di studenti – riuniti sotto la sigla EGI1 – comincia a riflettere, formarsi, discutere della nazione basca: fa ancora parte delle giovanili del PNV, ma nonostante provi a chiedere un intervento, il lehendakari Agirre non vuole far nulla. Questo gruppo, stanco dell’immobilismo darà vita, il 31 luglio 1959, a ETA2, una nuova organizzazione che si definisce movimento di liberazione nazionale. I primi anni di vita sono caratterizzati principalmente da azioni di propaganda, come la distribuzione di volantini o l’esposizione della ikurriña, ovviamente illegale al tempo. Nonostante fin da subito sia presente un gruppo dedicato alle azioni militari, non si può parlare di vera e propria lotta armata: l’azione più eclatante, peraltro non riuscita, avviene il 18 luglio 1961 con il tentativo di deragliamento di un treno carico di falangisti diretti a Donostia per le celebrazioni del sollevamento militare del 1936. La repressione che si scatenerà sarà spropositata: circa 200 arresti in tutte le province. Questa prima ondata repressiva inaugurerà l’esilio di tantissimi militanti in Iparralde (il Nord). (altro…)

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